A cura della Dott.ssa Marta Baschirotto

L’uso del digitale ha rivoluzionato i nostri stili di vita e i nostri comportamenti. Soprattutto negli ultimi dieci anni, attraverso l’imponente diffusione di smartphone e social network, certe tendenze hanno preso il sopravvento, influenzando profondamente la linea di confine tra pubblico e privato. Come genitori, stiamo acquisendo una consapevolezza sempre maggiore delle conseguenze negative che l’uso prolungato dei dispositivi può avere sui nostri figli.

L’impatto clinico sui preadolescenti

Gli effetti dei dispositivi tecnologici sono frequenti e documentati nei ragazzi che si affacciano alla preadolescenza. Le evidenze scientifiche confermano un ampio spettro di problematiche: dai disturbi del sonno al sovrappeso per sedentarietà, dall’aumento delle miopie fino a disturbi del linguaggio, dell’apprendimento e dell’attenzione, dai dolori al collo per posture scorrette alla graduale perdita dell’udito. A questi si aggiunge il rischio di dipendenza psicologica dai device tecnologici fino ad arrivare all’isolamento sociale.

Nonostante ciò, è diventato sempre più difficile per le famiglie non concedere momenti di svago con smartphone e tablet, che i bambini imparano a conoscere sin dalla più tenera età: i nostri figli rimangono letteralmente travolti dal potere “magnetico” e attrattivo che questi dispositivi hanno. La scuola stessa, negli anni post-pandemia, ha incentivato l’uso del digitale nella didattica, rendendo ancora più complesso per i genitori “resistere” in un mondo che sembra andare in direzione opposta.

I “Patti Digitali” e le iniziative istituzionali

In realtà, da circa due anni, genitori preoccupati hanno iniziato a costituire gruppi di confronto per condividere buone prassi. Questa esperienza sta accadendo in diverse città d’Italia attraverso il movimento dei “Patti Digitali”. A Milano, dal 2022, si è creato il movimento “Aspettando lo smartphone”, che ha portato alla stipula di veri e propri Patti tra scuole e famiglie.

Anche le Istituzioni si stanno muovendo con vigore. Si pensi alla circolare del Ministro Valditara (luglio 2024) sul divieto dei cellulari a scuola, o alla raccolta firme promossa da esperti come Daniele Novara e Alberto Pellai nel settembre 2024, per richiedere il divieto di possedere uno smartphone prima dei 14 anni e di utilizzare i social prima dei 16.

Le Raccomandazioni di Milano

A Milano le famiglie non sono sole. Attraverso una ricerca condotta dal Prof. Marco Gui dell’Università Bicocca su circa 15.000 soggetti, sono nate le “Raccomandazioni di Milano per il benessere e la sicurezza digitale di bambini, bambine e preadolescenti”, presentate alla Digital Week 2024.

  • Consapevolezza degli adulti: Responsabilità e comportamento digitale degli adulti come esempio per i figli.
  • Autonomia digitale crescente: Usi creativi e critici, calibrati in relazione all’età e alla fase evolutiva.
  • Osservanza delle fonti istituzionali: Rispetto della classificazione PEGI per i videogiochi e delle leggi sulla privacy.
  • No alla libera connessione fino ai 14 anni: Necessità di sistemi di parental control.
  • Attività motorie per bilanciare: Rispetto delle indicazioni dei pediatri per lo sviluppo psicomotorio.
  • Sviluppo competenze con guida adulta: Collaborazione stretta fra scuola e famiglia.
  • Attenzione ai compiti a casa: Invito all’uso di un’unica piattaforma e rispetto del diritto alla disconnessione.
  • Collaborazione multisettoriale: Messaggi convergenti tra pediatri, mondo educativo, sociale e sportivo.

Conclusioni: sintonizzarsi per non isolarsi

Queste raccomandazioni rappresentano un punto di partenza per la comunità educante milanese. L’approccio vuole accompagnare gli adulti a non lasciare soli i ragazzi in un momento cruciale del loro percorso evolutivo. Come per ogni aspetto della crescita, è fondamentale mantenere un canale di dialogo aperto per formare un pensiero critico.

Il messaggio chiave per i genitori di Milano è: non rimanete isolati. Troviamo il modo di confrontarci con altre famiglie, creiamo strategie comuni e favoriamo momenti di gruppo alternativi al digitale per il benessere dei nostri ragazzi.

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