Il bambino fatica a scrivere? Cosa sapere su disgrafia e difficoltà di scrittura

Disgrafia

Con la fine della scuola arriva anche il momento in cui molti genitori si fermano a riflettere sull’andamento dell’anno scolastico appena concluso. Tra le osservazioni più frequenti raccolte da insegnanti e specialisti c’è quella relativa alla scrittura: un bambino che scrive in modo poco leggibile, che si stanca rapidamente nei compiti scritti, o che fatica a stare nei righi del quaderno. Questi segnali, se ricorrenti, possono essere riconducibili alla disgrafia, uno dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) meno conosciuti ma piuttosto diffusi in età scolare.

Cos’è la disgrafia

La disgrafia è un disturbo specifico che riguarda l’esecuzione grafica della scrittura, ovvero il gesto motorio necessario per scrivere a mano. Non va confusa con la disortografia, che riguarda invece la correttezza ortografica del testo scritto. Un bambino disgrafico può conoscere perfettamente le regole grammaticali, ma avere comunque difficoltà a tradurle in una scrittura fluida, regolare e leggibile.

Tra i segnali più comuni si possono osservare:

  • una scrittura irregolare nella forma e nella dimensione delle lettere
  • difficoltà a mantenere l’allineamento sul rigo
  • una pressione della penna troppo forte o troppo debole
  • lentezza eccessiva nello svolgimento dei compiti scritti
  • affaticamento e frustrazione durante le attività di scrittura

Perché è importante non sottovalutarla

La fine della scuola è il momento ideale per fare il punto, senza la pressione delle verifiche e dei compiti quotidiani. Una valutazione durante l’estate permette di arrivare a settembre con maggiore chiarezza, ed eventualmente con un percorso già avviato, evitando che le difficoltà si accumulino nel nuovo anno scolastico.

È bene ricordare che la disgrafia non è legata all’intelligenza del bambino né a una mancanza di impegno: si tratta di una caratteristica neuropsicologica che, se individuata precocemente, può essere affrontata efficacemente con percorsi specifici del potenziamento del gesto grafico.

Come interviene il Centro Psicoterapia Niguarda

Presso il Centro Psicoterapia Niguarda il percorso di potenziamento grafomotorio prevede una valutazione iniziale mirata, condotta dalla Dott.ssa Chiara Di Paola, grafologa professionista specializzata in educazione del gesto grafico, seguita da un programma personalizzato con incontri settimanali individuali. L’obiettivo non è solo correggere la forma delle lettere, ma lavorare in modo integrato su mano, corpo e mente per restituire al bambino un gesto grafico più fluido, sicuro e meno faticoso — con benefici diretti su autostima e serenità scolastica.

Quando è utile, il percorso coinvolge anche genitori e insegnanti, per costruire un’alleanza educativa tra famiglia, scuola e specialisti.

Conclusione

Osservare con attenzione le difficoltà di scrittura di un bambino, senza allarmismo ma con consapevolezza, è il primo passo per offrirgli il supporto giusto. Se durante l’anno scolastico avete notato segnali di affaticamento nella scrittura, l’estate è il momento giusto per richiedere una valutazione e arrivare preparati al nuovo anno scolastico.

La scrittura è una competenza che si può educare e migliorare: contattaci per un colloquio.